La Torre Matilde è l’edificio più antico della città, nonché simbolo di Viareggio insieme alla Passeggiata e alla Pineta. Questa antica torre fortificata, costruita su decisione del governo di Lucca, è posizionata sul canale Burlamacca (all’ingresso del porto cittadino).

Oggetto negli ultimi anni di interventi per il suo restauro e valorizzazione, gode senza dubbio dell’affetto dei cittadini. Dopo un periodo di abbandono oggi è sede di eventi culturali e artistici.

Oggi parliamo proprio della Torre Matilde, raccontando la storia che l’ha portata ai giorni nostri.

foto torre matilde viareggio

Torre Matilde: avamposto sul canale Burlamacca

Partiamo dal nome Torre Matilde. In realtà non è corretto, dal momento che è dovuto alla errata attribuzione a Matilda di Canossa. Così, però, è stata conosciuta negli anni e lo è anche oggi.

La sua costruzione si deve a una decisione del Governo di Lucca datata 5 giugno 1534. Il canale Burlamacca era l’unico punto di accesso al mare per Lucca e si poneva l’urgenza di difenderlo da eventuali attacchi. Lucca aveva fin dal medioevo lottato per il predominio sulla zona, creando diverse fortificazioni sulle spiagge.

Proprio per questo era già presente un avamposto fortificato alla foce del canale Burlamacca. Stiamo parlando del vecchio castello di Viareggio che, con il passare degli anni e l’avanzare della linea di costa, si trovava ormai lontano oltre 500 metri dal canale. Per questo motivo si decise di costruire una nuova torre fortificata sulle rive del canale, realizzata con le pietre derivanti dalla parziale demolizione del castello di Viareggio.

La costruzione della Torre Matilde si concluse nel 1542 e venne in parte finanziata da una speciale tassa applicata sulle merci che transitavano nel porto di Viareggio. In quegli anni si andava formando il nucleo originario del borgo marinaio che si sarebbe ulteriormente sviluppato con la fioritura delle attività mercantili e commerciali del porto.



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Come si presenta oggi

La struttura della Torre Matilde comprende 3 piani, una terrazza e un vano cisterna. I piani erano (e sono anche oggi) collegati da una scala in ferro.

La cisterna, per la raccolta di acqua piovana, è posizionata al di sotto del piano terreno. Vi si accede con una botola e ha avuto una funzione molto importante dal momento della sua costruzione.

Accanto alla torre era presente un loggiato che conduceva al Palazzo del Commissario della Spiaggia. La sua funzione era quella di consentire una fuga sicura in caso di pericolo. Oggi il porticato non esiste più, così come il palazzo.

Nel corso degli anni la Torre Matilde perse la sua funzione di baluardo difensivo. La linea di costa, nel frattempo, continuava a progredire tanto che si rese necessario costruire un nuovo fortino nel 1788 (oggi non più esistente) alla foce del canale Burlamacca. Per questo motivo agli inizi del XIX secolo la Torre Matilde venne utilizzata come carcere, in particolari per i detenuti in transito.

La sua storia recente racconta molte difficoltà per mantenere questo simbolo di Viareggio. Dal 1945 la Torre è stata chiusa e rimasta abbandonata fino al 1969. A seguito di questo iniziarono una serie di lavori di restauro conclusi nel 1982. La torre Matilde venne ripristinata nel suo aspetto originario (anche all’interno, dove erano stati molti gli interventi nel corso degli anni) riconsegnando alla città il suo simbolo.

Gli eventi collegati alla Torre Matilde

Il 15 aprile di ogni anno è anniversario di un evento particolare. Nel 1780, proprio in tale data, un fulmine colpì la torre risparmiando il vicino deposito di polvere da sparo. Rimase uccisa una guarda ma si scampò una tragedia di grave entità. Proprio per ringraziare per lo scampato pericolo si istituì la festa del “Voto del Comune” (soppressa nel 1808 e rispristinata nel 1821).

Nel giorno del Santo Patrono di Viareggio (Maria S.S. Annunziata) si tiene nei pressi della Torre Matilde la festa del “ciottorino”. Una manifestazione artistica dedicata ai più piccoli, soprattutto bambini iscritti presso le scuole elementari della città. I bambini dipingono dei piccoli oggetti di terracotta, i “ciottorini”, per un concorso artistico che attira molti cittadini e turisti.