Nocchi è una piccola frazione che si trova lungo la strada che collega il centro storico di Camaiore con la vicina Lucca (circa 30 minuti di auto).
Tra i tanti borghi della zona (abbiamo ricordato in precedenza Gombitelli, Casoli e Monteggiori) è il più antico. Le tracce di presenza in questa zona risalgono addirittura al medioevo quando la posizione era decisamente strategica.
Si trovava, e del resto si trova tutt’ora, sul percorso della famosa via Francigena che salendo il monte arriva fino a Lucca.
Scopriamo le caratteristiche e la storia di Nocchi frazione di Camaiore e cosa lo rende unico. Il borgo è composto di poche case e si respira un’atmosfera di grande relax. Anche per questo motivo è diventato decisamente famoso negli ultimi anni, in particolare per i turisti stranieri che dopo una giornata intensa di mare apprezzano il fresco che proviene dalle vicine colline. Del resto come possiamo dare loro torto.

Dove si trova Nocchi
La frazione di Nocchi si trova in un territorio verde alle pendici del Monte Prana ed è raggiungibile in meno di 10 minuti di auto dal centro di Camaiore.
Pur se di piccole dimensioni Nocchi è diviso in diverse zone, ognuna delle quali prende un proprio nome. Si tratta di rioni che nel loro complesso compongono questa piccola frazione.
A delimitare i confini ed a dividere in due il borgo ci pensa il torrente Lucese che sale sul monte fino all’omonima località. Un torrente che, come vedremo tra poco, è stato fondamentale per lo sviluppo di questa zona, in particolare da un punto di vista commerciale.
Ville, Mulini e “Gore”
A Nocchi si trovano numerose ville signorili (in particolare appartenenti alla nobiltà lucchese dell’epoca) del ‘700 e ‘800. Oggi molte di esse sono state convertite in dimore di pregio e bed and breakfast, per il piacere dei turisti che visitano questa zona.
Altra caratteristica del borgo è la presenza di numerosi poderi e mulini, questi ultimi in disuso e spesso convertiti ad altra attività. Siamo in un borgo di contadini e braccianti dove l’economia era fortemente basata su attività legate alla coltivazione della terra ed allevamento degli animali.
I mulini erano alimentati dall’acqua del torrente Lucese grazie alle cosiddette “Gore“. In cosa consistono? In deviazioni del corso naturale dell’acqua che dal letto principale veniva indirizzato in altre direzioni per alimentare le ruote dei mulini e consentire le lavorazioni giornaliere. Non solo però visto che le “gore” era utilizzate anche per la corretta irrigazione dei campi.
Infine lungo il torrente e nei tratti alimentati dalle “gore” erano presenti lavatoi utilizzati dalle donne dell’epoca e che, oggi, purtroppo non lasciano molte tracce di sè.
La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
Per chi si trova a visitare Nocchi raccomandiamo la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Dalle dimensioni contenuti presenta una serie di elementi decisamente interessanti e da non perdere. La chiesa, dalla fondazione antica, arriva a noi con la struttura ricostruita nel 1861 (anche se la consacrazione risale al 1864). La facciata semplice è adornata da un campanile romanico che è stato successivamente riadattato per integrarsi nel migliore dei modi nella struttura.
Entrando nella chiesa di Nocchi le volte sono a botte con affreschi. La fonte battesimale risale al 1652 e, quindi, è antecedente alla costruzione della attuale chiesa. Da ricordare, inoltre, l’organo a canne del 1887 opera di Evaristo Saltarlasci e l’acquasantiera in marmo di Stagio Stagi.
La vocazione religiosa è molto forte tra gli abitanti del borgo e si ricordano due importanti manifestazioni. La prima è la processione del Gesù Morto che si svolge ogni tre anni il Venerdì Santo. Tutte le case sono addobbate di lumini (ossia di piccoli ceri) in un’atmosfera davvero particolare. La seconda è la festa della Madonna dell Grazie che si celebra la prima domenica di Maggio, istituita nel 1600 per ringraziare la Madonna della protezione contro la peste che imperversava nell’area.

