In Europa capita spesso che i cimiteri delle piccole città nascondano veri e propri tesori. Il cimitero monumentale di Viareggio non fa eccezione, tanto da essere considerato dagli esperti d’arte uno dei più interessanti dell’Italia centrale.
Il sito, che è gestito per tre quarti dal Comune e per un quarto della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Viareggio, si trova nel quartiere Marco Polo, a due passi dalla pineta di ponente.
Attivo dal 1876 questo sito cimiteriale è il quarto, in ordine di tempo, della città. Fino alla metà del ‘700, infatti, le sepolture venivano effettuate nella chiesa di San Pietro (oggi Ss.ma Annunziata) e nella zona ad essa attigua. In seguito nel 1766 aprì un nuovo cimitero nell’area dell’orto dei frati francescani, presso la chiesa di S. Antonio, dove adesso sono le scuole “Lambruschini”.
Nel 1803 un nuovo spostamento verso nord, in via Cairoli – allora via del Cimitero – nell’area dove poi sorgerà l’Istituto “Sacro Cuore di Gesù”, meglio noto come “Poveri vecchi”.
Nel 1876, infine, viene aperto il nuovo cimitero del quartiere Marco Polo. Adesso il cimitero è inglobato nel tessuto urbano del quartiere, ma a quel tempo era fuori città, in aperta campagna, lontano dalle abitazioni.

Il cimitero monumentale di Viareggio: le opere delle botteghe artigiane
Il luogo raccoglie notevolissime ed importanti cappelle gentilizie. Queste presentano vari stili, principalmente tra eclettismo e modernismo – in linea con lo sviluppo urbano dell’epoca – nonché numerose opere statuarie realizzate dai laboratori del marmo apuo-versiliesi nel periodo a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo.
Coniugando lo stile classico con il liberty, le botteghe artigiane hanno prodotto lavori di grande impatto e livello.
Le più notevoli, dal punto di vista artistico, sono le opere di Antonio Bozzano, di Giacomo Zilocchi, dei De Ranieri (Angiolo, Ferruccio, Lelio). E poi vi sono opere di Palla, Arrighini, Barsanti, Zucchetti, Azzerlini, Benvenuto, Bibolotti, Bacci, Tomagnini, Francesci, Nicoli, Beretta, Caniparoli, Vaccà.
Infine ricordiamo, Fazzi, Petroni, Angeloni, Carlesi, Baccelli.
I personaggi illustri
Il cimitero monumentale di Viareggio ospita alcune sepolture illustri. Tra queste ricordiamo quelle dell’impresario Sergio Bernardini, dei baritoni Giuseppe ed Ilio Del Chiaro, dei compositori Alberto Franchetti ed Icilio Sadun, degli scrittori Cesare Garboli, Mario Tobino, Lorenzo Viani, Cristoforo Mercati (Krimer), Silvio Micheli, Leone Sbrana, del pittore Renato Santini, degli attori Ferdinand Guillaume ed Ermete Zacconi, del patriota Silvestro Palmerini.
La “Bimba che aspetta” ed il Presepe di Padre Roberto
Tra le molte particolarità di questo splendido sito cimiteriale meritano una citazione, infine, l’edicola della famiglia di Eugenio Barsanti con la statua del 1895 denominata della “Bimba che aspetta”.
Si tratta di una statua che ha fatto fiorire intorno a sé una tradizione orale ancora oggi diffusissima in città. La figura di marmo rappresenterebbe una bambina che attende la madre oramai morta (storia che non corrisponde alla realtà, ma nonostante ciò radicatasi profondamente nella cultura popolare viareggina).
Da ricordare, inoltre, il presepe meccanico di Padre Roberto Domenici. Inaugurato il 20 dicembre del 1923 dopo un lavoro durato dieci anni, in una grotta artificiale. La stessa grotta nasconde una particolarità. E’ stata, infatti, realizzata con le scorie del treno a carbone.
Molti degli oltre ottanta personaggi del presepe, in parte realizzati dallo stesso Padre Domenici ed in parte acquistati a San Gregorio degli Armeni presso Napoli, si animano con la pressione di un pulsante regalando sorrisi stupiti a chi, adulto o bambino, li osservi.
Questo presepe, più volte restaurato e tuttora funzionante, e “la bimba che aspetta” sono tappa obbligata nelle visite annuali che le famiglie, con bambini al seguito, fanno ai sepolcri dei loro cari nella giornata ad essi dedicata, il 2 novembre, e nel periodo di Natale.
I progetti per la conservazione storica
Da molto tempo, forse una trentina di anni, si parla di far divenire “monumentale” il cimitero di Viareggio. Questo significherebbe mettere fine a nuove sepolture e realizzare un ulteriore, più grande, sito cimiteriale al di fuori della città.
A tale scopo era stata individuata un’area specifica nella campagna tra Viareggio e Torre del Lago Puccini. I lavori, però, vennero fermati e mai più ripresi subito dopo la realizzazione del muro perimetrale.
Nell’attesa che venga presa una decisione sul prossimo cimitero di Viareggio, il sito ottocentesco continua ad accogliere le salme dei nostri defunti ed a stupire per la bellezza delle sue cappelle gentilizie, dei suoi viali puliti e silenziosi, delle leggende che in esso sono nate e che, dopo così tanto tempo, ancora incantano ed affascinano le persone che visitano questo luogo.

