Sant’Anna di Stazzema è un piccolo borgo a 600 metri sul livello del mare, immerso nella natura e sulle montagne versiliesi. Purtroppo è un luogo dal passato doloroso, essendo stato il triste teatro di uno dei più grandi crimini di guerra che l’umanità ha mai compiuto.

L’eccidio di Sant’Anna del 12 Agosto 1944 ad opera di tre gruppi di SS Naziste ha visto morire 560 persone, tra cui bambini e neonati (la più piccola di soli venti giorni). Per questo motivo Sant’Anna di Stazzema è un luogo della memoria e visitarlo richiede rispetto.

Non è un luogo turistico e non è facile dimenticare. Offre un viaggio nella storia dolorosa che ci riporta immediatamente a quei tristi giorni della fine del secondo conflitto bellico.

Con questa guida spieghiamo come raggiungere Sant’Anna di Stazzema ed il percorso per vivere un’esperienza intensa, che non sarà facile dimenticare.

Sant’Anna di Stazzema

L’eccidio di Sant’Anna del 12 Agosto 1944

Sono 560 le persone che hanno perso la vita quella maledetta mattina di Agosto. Un evento che è ben lontano da essere una rappresaglia e che, come accertato dal tribunale militare di Là Spezia, è stato deciso a tavolino e premeditato. L’obiettivo dei tedeschi era quello di dare un segnale forte alla popolazione e rompere i collegamenti con i gruppi di partigiani che erano attivi nella zona.

Sant’Anna di Stazzema nel corso della guerra era diventato luogo di rifugio di tanti sfollati, raggiungendo i mille abitanti. La costa e le città vicine, infatti, erano state bombardate pesantemente dagli alleati anglo-americani.

I tedeschi in difesa delle proprie linee avevano l’obiettivo di rafforzare una difesa che si estendesse da Tirreno all’Adriatico. Ordine perentorio di Hitler prevedeva che l’area entro 10 Km dalla linea difensiva fosse libera da civili. Per questo motivo il 26 Luglio 1944 comparve un ordine di sgombero sulla piazza di Sant’Anna, con l’obbligo per i civili di dirigersi verso la vicina Valdicastello.

Ad inizio Agosto 1944 d’altra parte il comando nazista definì il Borgo come “zona bianca” ossia destinata ad accogliere civili. Tutto cambiò, però, la mattina del 12 Agosto quando tre squadriglie di SS raggiunsero Sant’Anna dai diversi punti di accesso, bloccando ogni possibile via di fuga verso Valdicastello. Gli uomini scapparono nei boschi mentre donne e bambini rimasero nelle case, con la certezza che nessuno avrebbe fatto loro del male.

L’epilogo su tragico. Gli abitanti dell’area vennero raccolti sulla piazza della Chiesa, dove furono fucilati. I nazisti raggiunsero inoltre le case uccidendo a colpi di mitra, rivoltella e dando alle fiamme quanto trovavano sul loro passaggio.

Cosa vedere a Sant’Anna di Stazzema: le tappe del ricordo

Visitare Sant’Anna di Stazzema fare un viaggio nella storia, con il dolore che si porta dietro. Lo abbiamo premesso: non è una meta turistica ma un luogo del ricordo da vivere con il massimo rispetto.

Per la storia che ha vissuto è stato istituito nel 2000 il Parco della Pace che comprende, oltre a Sant’Anna, le vicine frazioni interessate da eventi cruenti sul finire della seconda guerra mondiale. Un modo per mantenere la memoria e tenere vivo il ricordo.

La Chiesa: il luogo dell’eccidio

La piazza della Chiesa è il luogo dove si consumò la strage dei civili. A niente servì il tentativo del parroco di offrire la sua vita in cambio di quella dei fedeli. La chiesa risale al XVII secolo e presenta un campanile separato.

Famoso è l’organo della Pace installato qua nel 2007. Opera dei musicisti tedeschi Maren e Horst Westermann oggi è sede di una delle più grandi manifestazioni organistiche di tutta Europa.

Il Museo della Resistenza di Sant’Anna

Il museo della Resistenza si trova nella vecchia scuola del paese. Presenta un percorso che va dagli ultimi anni della guerra (in particolare dal 1943 al 1945) e ripercorre la vita nel paese fino ai giorni dell’eccidio. Pannelli alle pareti raccontano gli anni della guerra mentre nella Sala Rossa si possono trovare le foto dei superstiti di Sant’Anna ad opera di Oliviero Toscani.

Il percorso prosegue con la saletta dei ricordi, dove si trovano numerosi oggetti dell’epoca. Una sala con video e filmati conclude un’esperienza forte, che fa capire esattamente l’andamento degli eventi.

L’Ossario ed il percorso della via Crucis

Il monumento simbolo di Sant’Anna è l’ossario che svetta sul Col di Cava e domina tutta la costa della Versilia. Si raggiunge con un percorso in salita lastricato e facilmente percorribile da tutti.

Parte dalla piazza della Chiesa e lungo il sentiero si trovano le tappe della via Crucis, raffigurate con bassorilievi in bronzo ad opera di famosi artisti internazionali. Raggiunto l’ossario di Sant’Anna di Stazzema ci troviamo di fronte a una torre imponente (alta circa 20 metri) a quattro arcate.

Custodisce i resti delle vittime e presenta al centro una scultura che raffigura una mamma con il suo bambino. Dietro alla torre si trova la pietra dove sono incisi i nomi di tutte le vittime dell’eccidio.

I sentieri della pace

Per chi ama camminare in montagna, nel silenzio e con la natura a fare da cornice, consigliamo i sentieri della pace. Si estendono sui percorsi delle vecchie mulattiere e offrono una passeggiata nella storia.

Si potrà, ad esempio, scoprire dove passava la famosa linea gotica di difesa durante la seconda guerra mondiale.

Come raggiungere Sant’Anna di Stazzema

Per raggiungere Sant’Anna di Stazzema in auto è necessario dirigersi verso Capezzano Pianore, frazione di Camaiore. Da qua si seguono le indicazioni per Monteggiori e la località La Culla. La strada sale sulla montagna ed è piuttosto agevole. Arrivati a Monteggiori si trovano le indicazioni per Sant’Anna di Stazzema che si raggiunge in meno di 20 minuti di auto.

Sono disponibili, inoltre, collegamenti in autobus a partire da Camaiore (non molto frequenti).

La filmografia

Sono tanti i film ed i documentari che raccontano l’eccidio. Tra i tanti vi consigliamo di vedere “Miracolo a Sant’Anna” di Spike Lee del 2008 e “Sant’Anna per non dimenticare” documentario del 2007 di Alvaro Bizzarri.