Il Palazzo Mediceo di Seravezza è l’edifico principale del complesso mediceo di cui fanno parte anche le Scuderie, la cappella e il giardino. Sicuramente, insieme alla Pieve di San Martino alla Cappella, uno dei complessi storici più interessanti della zona.

Costruito come fortificazione nel territorio della Versilia, zona particolarmente contesa vista la presenza delle cave di marmo, il Palazzo Mediceo era quindi una struttura militare difensiva. Al tempo stesso, però, veniva utilizzato da Cosimo I come residenza di villeggiatura durante le sue visite alle cave e alle miniere dei dintorni.

Il palazzo è stato costruito per volontà di Cosimo I de’ Medici, Granduca di Toscana. Secondo lo storico Emanuele Repetti la sua edificazione risale al 1559, su progetto di Bartolomeo Ammannati, scultore e architetto della corte di Cosimo I Medici. L’ipotesi tuttavia cade vista la presenza di un documento conservato nell’Archivio di Stato di Firenze che stabilisce la data di costruzione nel maggio 1561.

Nonostante vi siano diverse analogie architettoniche tra il palazzo di Seravezza ad alcuni lavori del Buontalenti come le ville di Artiminio, quella della Petraia e la palazzina del Belvedere sita in territorio fiorentino, l’edificio presenta comunque una coerenza stilistica che fa presupporre sia stato eretto dietro un unico progetto.

Foto Palazzo Mediceo Seravezza

Composizione del Palazzo

Il cortile collega l’ambiente esterno libero e l’ambiente chiuso del palazzo. Sull’ingresso principale, in origine posto sul retro del palazzo, si possono notare ancora oggi i segni delle ruote lasciati sulla soglia e sui montanti in marmo dalle carrozze che anticamente entravano direttamente nel vestibolo.

Al pianoterra si trovavano i locali della servitù e le cucine. In una delle stanze è presente un altorilievo del 1907 dedicato al re Vittorio Emanuele II con gli stemmi sabaudo e comunale. Al primo piano risiedevano i membri della famiglia Medici. Qui è custodita una grande tavola in marmo screziato risalente al 1577 eseguita da Paolino di Barsotto Finocchi.

Al secondo e ultimo piano vi era il magazzino. Inoltre cucine e la grande sala del caminetto, in cui si trovano due lapidi in marmo bianco risalenti all’epoca della Prima Guerra Mondiale. Particolare la tessitura delle travi del tetto, che si rifà alle ville del Buontalenti e sopra di esso si trova depositata una piccola campana del 1793.

Dal pianoterra si accede alla piccola cantina del Palazzo. In questa si trova una raccolta di antichi coppi per l’olio e le granaglie, risalenti al periodo tra il XIV e il XVI secolo.

Con il Regno d’Italia il palazzo divenne sede del Municipio e lo rimase fino al 1967. Oggi ospita la Biblioteca Comunale “Sirio Giannini” e l’Archivio Storico, in cui sono custoditi documenti a partire dal 1570. Al secondo piano si trova il Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica.

Lo splendido giardino davanti e lo sfondo meraviglioso delle Alpi Apuane fanno da fantastica cornice alle mostre a Palazzo Mediceo di Seravezza di arte moderna e contemporanea che si tengono con una certa frequenza.

Il Museo delle Tradizioni popolari della Versilia

Il Museo delle Tradizioni popolari della Versilia, aperto al pubblico nel 1996, si trova al secondo piano del Palazzo Mediceo. Il visitatore può ripercorrere le attività produttive della zona e la loro evoluzione storica e custodisce oggetti, strumenti e arredi raccolti grazie ad una ricerca costante e accurata iniziata nei primi anni Settanta.

Nel museo si trovano utensili e macchine che documentano l’industria dell’estrazione del marmo, con approfondimenti sulle tecniche di escavazione, di trasporto e di lavorazione praticate nella zona, e dell’estrazione e lavorazione dei metalli, anche questa documentata attraverso alcuni strumenti usati nelle ferriere e nelle officine artigiane.

Numerosi sono anche gli oggetti legati ad attività domestiche come la tessitura, e diversi attrezzi agricoli coltivare i terreni sia pianeggianti che montani. Sono presenti anche numerose fotografie e schede che mostrano la funzione dei vari oggetti esposti.