Deliziosa località situata nel cuore della Versilia il borgo di Querceta è una frazione del comune di Seravezza, di cui fa parte insieme ai paesi di Pozza e di Ripa.
Il toponimo “Querceta”, contrariamente a quanto si può pensare, non si riferisce all’albero di quercia ma ad uno specifico tipo di olivo, detto appunto “olivo quercino”. V
ediamo di saperne di più sulla storia e sulle tradizioni che hanno reso celebre Querceta di Seravezza.

Un po’ di storia
Querceta ha subito varie trasformazioni nel corso dei secoli. In epoca romana il territorio faceva parte della centuriazione che era stata dopo la conquista in Versilia. Il metodo consisteva nella tracciatura di linee parallele a qualche punto di riferimento. Queste si intersecavano con altre perpendicolari a loro in modo che vi fosse una distanza fissa tra linea e linea.
Nel periodo medievale vi sorgeva invece il borgo di Brancagliano. Distrutto nel XII secolo dai Lucchesi venne ricostruito ma, due secoli più tardi, venne devastato in maniera definitiva. Attorno al Trecento la zona presentava terreni coltivati a grano, fave e gelsi, ma anche terreni ricoperti di boschi di querce.
Assente era invece la coltura dell’olivo. Abbandonata in seguito alla caduta dell’Impero Romano venne ripresa solo a partire dal XVI secolo. Dopo la fine delle guerre tra lucchesi e la Signoria feudale dei Toparchi, infatti, si instaurò un periodo di stabilità socio-economica, soprattutto grazie all’avvento dei Medici.
Proprio sotto il governo mediceo Querceta divenne un importante snodo per il trasporto a mare del marmo estratto dalle cave. Per questo motivo ad inizio del ‘500 venne aperta la via de’ Marmi che da Seravezza andava al mare.
Del governo dei Medici rimane il bellissimo Palazzo Mediceo di Seravezza.
Alla fine dei XVI secolo costituiva un piccolo comune insieme ai paesi di Strettoia e Campiglione, oggi comune di Pietrasanta.
La tradizione narra che nel 1644 venne rinvenuta nella zona di Querceta un’immagine della Madonna Lauretana portata da un pellegrino francese di ritorno dal santuario di Ancona. Vani furono i tentativi da parte dei fedeli di portare l’immagine a Seravezza.
Così il 15 aprile 1645 fu posta la prima pietra per edificare una cappella dedicata a Santa Maria Lauretana. I lavori vennero ultimati in quindici anni, con il contributo dei pellegrini e dopo alcune controversie tra Pietrasanta e Seravezza nel 1672 la giurisdizione del comune di Querceta venne affidata a quest’ultima.
Cosa vedere a Querceta
Oltre alla chiesa dedicata a Santa Maria Lauretana, di grande interesse è anche la chiesetta della Madonnina dei Pagliai, di cui la tradizione narra che anche qui venne lasciata un’immagine raffigurante la Madonna.
Nei pressi di piazza Matteotti da vedere è il Monumento dei Caduti di tutte le guerre edificato negli anni ’90 del secolo scorso e realizzato in marmo bianco.
Altra attrazione interessante è la scultura denominata il Canto del Gallo Risveglia la Pace. Scultura in marmo e bronzo raffigurante un gallo appoggiato su una noce di marmo, realizzata da Massimo Lippi.
Tradizioni ed eventi
Numerose sono le tradizioni che contraddistinguono il borgo di Querceta. Tra tutte spicca il famoso Palio dei Micci, ovvero degli asini, uno spettacolo la cui prima edizione risale al 1956. L’obiettivo di questo evento inizialmente era quello di esaltare i festeggiamenti in onore del patrono San Giuseppe.
Altro evento importante è anche il Festival del Miccio Canterino, una kermesse canora a cui partecipano brani inediti il cui contenuto riguarda il mondo del Palio.
Altro evento importante è la Staffetta delle Contrade, una corsa podistica a frazioni che prevede un percorso di oltre dieci chilometri.